Guida · Siti Web
Da WordPress a sito statico: come funziona il passaggio, passo per passo.
Il sito resta il tuo, con lo stesso aspetto e gli stessi indirizzi. Cambia quello che gira sul server.
Vuoi sapere se il tuo sito si può trasformare? Scrivimi.
ScrivimiCosa cambia, in parole semplici
WordPress costruisce ogni pagina nel momento in cui qualcuno la apre: un programma legge il database e compone il risultato. Un sito statico ha le pagine già pronte, e il server le consegna così come sono. La differenza, con un esempio, la trovi in sito statico e sito dinamico.
Per un sito che cambia qualche volta al mese, le pagine pronte bastano e avanzano. Si aprono all'istante, e sul server restano solo file, con un solo accesso da proteggere: quello per pubblicare.
Mandami l'indirizzo del tuo sito: ti dico com'è messo.
ScrivimiEsportare con un plugin è un'altra cosa
Chi cerca come trasformare WordPress in statico trova presto plugin come Simply Static. Salvano le pagine del sito come file, e sono utili per tenerne una fotografia.
Le pagine esportate si portano dietro tutto il codice di tema e plugin, e restano pesanti come prima. Moduli di contatto e ricerca interna smettono di funzionare, perché parlavano con il programma sul server. E per cambiare un testo serve un WordPress acceso da qualche parte, da aggiornare come prima.
Il passaggio che descrivo qui ricostruisce il sito, pagina per pagina, con codice nuovo e leggero.
I sei passi
1. L'inventario
Pagine, articoli, categorie, moduli e plugin, con quello che fa davvero ognuno. Da qui viene l'elenco di quello che il sito nuovo deve fare.
2. Testi e immagini fuori da WordPress
Li prendo direttamente dal sito, articoli compresi, insieme a titoli e descrizioni per Google. Le immagini le preparo per il web: più leggere, nitide come prima.
3. La ricostruzione
Il sito rinasce con il metodo LuCe, identico a oggi oppure rinnovato, come decidiamo insieme.
4. Gli stessi indirizzi
Ogni pagina resta al suo indirizzo. WordPress crea anche indirizzi da solo, come archivi, tag e pagine degli allegati: li collego alla pagina giusta, così Google e i link ricevuti negli anni portano a destinazione.
5. Moduli, cookie e statistiche
Modulo contatti, banner dei cookie, Google Analytics, mappe e video tornano al loro posto, e li provo uno per uno.
6. Anteprima e pubblicazione
Vedi il sito nuovo su un indirizzo di prova e mi dai l'ok. Poi lo metto online, tolgo WordPress dal server e seguo Search Console nelle settimane successive.
Cosa serve da te
Poco. Testi e foto ci sono già. Mi servono l'accesso a WordPress e all'hosting e, se scegli la versione rinnovata, l'elenco delle novità da raccontare: servizi nuovi, lavori recenti, foto aggiornate.
Quanto dura
Dipende da quante pagine ha il sito, da quante lingue e da cosa deve fare. Un sito di poche pagine, identico a oggi, è il caso più rapido. Dopo il controllo iniziale ti do una data.
Un caso vero
36 → 100
ItaFlavors, il mio sito di ricette in sei lingue, era su WordPress. PageSpeed Insights gli dava 36 su telefono. Dopo il passaggio la home prende 100 in tutte e quattro le voci: prestazioni, accessibilità, best practice e SEO.
Leggi il caso ItaFlavorsVuoi sapere se il tuo sito si può trasformare?
Mandami l'indirizzo: ti dico com'è messo e quale strada conviene. Le opzioni, dalla messa in sicurezza alla trasformazione completa, sono nella pagina sicurezza WordPress.
Domande frequenti
Il sito resta sullo stesso hosting?
Può restare dove è oggi, con un hosting più leggero. Oppure può passare a LuCe PLUS, sulla rete di Cloudflare, con ogni versione del sito salvata.
Posso tornare a WordPress, un giorno?
Sì. I contenuti stanno in file di testo semplici, che si importano in qualsiasi sistema. Il sito è tuo, e lo porti dove vuoi.
Il posizionamento su Google resta?
Resta quando ogni pagina conserva il suo indirizzo, o porta alla nuova corrispondente. Come lo proteggo lo racconto nella guida su come rifare il sito senza ripartire da zero.
Anche la tua idea
merita questa cura.